Tra terreno e divino – Ivano e Tiziana


In principio esistevano

Ivano la scimmia

ivano2

e Tiziana la dea

tiziana

Entrambi vivevano in mezzo ad un giardino adibito a parco divertimenti, voluto da qualche creatore di bestie, sassi , elementi e piante.

Ivano mangiava ed espelleva banane tutto il giorno, tutti i giorni,  scorreggiando e balzando da una pianta all’altra come se fosse una vera scimmia.

Ma non lo era. Dentro sé infatti, portava il seme di una grande responsabilità, che gli avrebbe lasciato in eredità un’infinità di prole, confrontabili solo con la quantità delle stelle.

stelle

Per ottenere tutto ciò, tutto questo immenso potere di poter sopraffare la morte con la possibilità di diventare nei secoli e nelle generazioni un essere immortale, aveva bisogno del suo stesso animalesco bisogno:

doveva letteralmente fecondare un qualche uovo….perchè, vi starete chiedendo, Ivano, ebbe questa geniale idea mentre divorava le sue banane nel giardino?

Io non lo so, ma qualcosa dentro di se gli lasciava immaginare questa sua possibilità.

Ivano cercò quindi qualsiasi uovo. Provò con le uova di tutte le belve e rapaci, tranne con quelle del pesce, che scoprì invece esser deliziose per il suo palato.

Passarono mesi, anni e ad ogni mancata fecondazione, la scimmia si arrampicava sulla pianta più alta del giardino per sbraitare, sfogandosi con l’unico essere che pareva assomigliare alla sua specie, tirandole addosso caschi di banane marce.

Questa creatura aveva le sembianze di una donna, sola e volteggiante a pochi passi dal suo capo. Tiziana lo osservava e ne provava disprezzo per la bestia che era, non badando neppure ai suoi lanci ed allontanandosi senza alcuno sguardo o parola.

Tiziana era una dea, una creatura superiore, quasi un angelo e non si sarebbe mai abbassata al livello della scimmia, pur sapendo l’unica vera soluzione al problema che affliggeva cosi tanto il suo ”coinquilino”.

Quando la scimmia si accorse di aver provato di tutto, decise di salire sulla collinetta per fermarsi a pensare un pò. Rimase distesa per giorni e così passò velocemente una settimana alla fine della quale riuscì finalmente a trovare una soluzione.

Quest’ ultima speranza e sua scelta, lo avrebbero fatto penare per l’eternità. La scimmia Ivano aveva capito che avrebbe dovuto fecondare quella donna, quella rara creatura volteggiante con cui aveva avuto solo un rapporto di sfogo per il lancio delle sue banane marce.

Escogitò quindi un modo per attirarla sulla Terra.

Per prima cosa smise completamente di provarci con le uova di altre femmine, anche se ogni tanto, buttava lo stesso, con la coda dell’occhio, un furtivo sguardo;

Invece di sbraitare , trovò il modo di sfogarsi guardando i koala lanciarsi le noci di cocco, esultando con moderazione;

Sostituì il rumore delle scorregge con colpi di tosse forzati ed improvvisi, coprendo l’odore con una miscela alcolica di latte di cocco vaporizzato ( chissà come avrà fatto? Boh );

Cominciò ad eliminare la massa di grasso che gli teneva calda la pancia in inverno, sostituendola con blocchetti squadrati ed immobili che gli lasciavano solo l’impressione di avere una corazza e di essere il vero maschio alfa sulla faccia della terra.

Acquisiti questi piccoli trucchetti, notò, giorno dopo giorno, che la dea Tiziana si avvicinava sempre di più per ammirare la nuova trasformazione di quella che una volta era solo una scimmia, un essere a lei inferiore.

Ogni tanto Ivano , le lanciava addosso caschi di banane, ma questa volta non erano marce, erano le più belle del giardino!

L’ultimo passo per riuscire ad ottenere la sua sperata immortalità, fu imparare a contare le provviste che andava procacciandosi, il numero di banane e noci di cocco che si potrebbero ottenere con un maggior numero di piante ecc.

Quest’ultimo passaggio gli fruttò nel tempo un maggior numero di provviste, di materie per procurarsi il profumo e per mantenersi in forma.

La dea si rese conto di avere sotto i suoi piedi una creatura, seppur fosse ancora una scimmia, con delle evolute capacità che lo avrebbero potuto rendere forse un giorno un vero re, un vero uomo, ma mai divino.

Un giorno la scimmia Ivano decise di fare l’ultimo vero passo per conquistare la salvezza della sua specie, quindi salì sulla collina, prese il casco di banane più bello ed il più maturo e ne prese solo una, la più bella, la più matura e, invece di lanciarla addosso alla dea, alzò le mani e le porse il suo più maturo e bel frutto come dono per farla scendere ai suoi piedi.

ivano

La dea, sorpresa nel vedere cotanta galanteria, si commosse e lentamente si avvicinò al dono, rimanendo sempre sospesa a 15 cm per paura di cadere e rimanere per sempre legata alla terra con un eterno ed immaturo animale ( ecco perché le donne portano quei maledettissimi tacchi! ).

In pochi secondi accadde il disastro!

La dea, che ora era divenuta mezza scimmia, eseguì un movimento proibito sbucciando lentamente la banana e, guardando negli occhi Ivano,  la mise in bocca creando rigonfiamenti nella cavità orale da non sottovalutare.

In quell’istante la razza animale si sprigionò come una bestia rimasta per molto tempo in gabbia, prese la mezza donna ancora masticante quella sua banana molliccia e dura allo stesso tempo e la fecondò per 7 giorni e 7 notti, procurandosi un numero sufficientemente alto di possibilità di riuscita nella fecondazione.

9 mesi dopo, Tiziana diede alla luce 3 simpatiche scimmiette, tutte con alcuni difetti, i peggiori difetti di Ivano, la scimmia umana.

le 3 scimmie

Cosa abbiamo capito da questa parabola?

Che il frutto del peccato non è la mela

non è la banana,

ma è la mezza donna che mangia la banana!

E noi non possiamo farci nulla, siamo animali, per metà umani!

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